Ciao, ora sei in ScelgoConto.it >> Guide E Documenti

X

Accedi all'area riservata di ScelgoConto.it

E-mail
Password

Se hai dimenticato la password clicca qui

Se non sei ancora registrato clicca qui

X

Recupero della password di ScelgoConto.it

E-mail

Se non sei ancora registrato clicca qui

X

Registrati all'area riservata di ScelgoConto.it

La registrazione è gratuita e puoi cancellarti in qualsiasi momento

E-mail
Password
Conferma Password

Letta l'informativa sulla privacy(DLGS 196/2013)

Affinchè i miei dati vengano trattati ai sensi
del paragrafo 3 dell‘ informativa stessa

Registrandoti puoi:

Se sei già registrato effettua il login

X

X

X

Sezione in sviluppo

Gentile utente, ti ringraziamo per aver cliccato sul link, la sezione è in fase di test e sarà online nel più breve tempo possibile, ti invitiamo a tornare a trovarci presto e di continuare con la navigazione per scoprire gli altri servizi messi a disposizione gratuitamente da ScelgoConto.it

Archivio Documenti

Guide e Documenti

Che cos'è un conto corrente

Il conto corrente bancario è un prodotto che semplifica la gestione del tuo denaro permettendoti di effettuare pagamenti e riscuotere incassi. L'utilizzo delle somme presenti sul conto corrente può avvenire attraverso strumenti di pagamento che evitano l'uso del denaro in contante, quali l'assegno bancario, la carta di debito (bancomat) e di credito ovvero attraverso disposizioni impartite volta per volta alla banca (ordini, bonifici, giroconti, ecc.).

Quanto può costare un conto corrente

Il costo di un conto corrente può variare da banca a banca e da prodotto a prodotto. I servizi offerti possono infatti essere molto diversi e anche i loro costi possono essere calcolati in modo diverso.
Per questo è importante valutare con attenzione i costi di ciascun servizio prima di decidere quale conto aprire. Per alcune categorie di persone il conto può essere gratuito (conto di base). Il costo complessivo del conto è di solito composto da una parte fissa e da una parte variabile. I costi fissi ci sono sempre e non variano, perchè non dipendono da quanto e da come si utilizza il conto. I principali sono il canone annuo del conto corrente, i canoni legati a eventuali carte di pagamento, le imposte di bollo, le spese per l'invio delle comunicazioni al cliente. Il canone annuo include spesso anche un certo numero di operazioni. I costi variabili variano in base al tipo e al numero di operazioni che si fanno (ad esempio: prelievo di denaro con la carta di debito, incasso assegni) e dipendono da come il cliente utilizza il conto e dalle scelte commerciali della banca.

Ecco i principali costi variabili da considerare con attenzione quando si sceglie un conto:

• spese per la registrazione sul conto di ogni operazione.
• commissioni per l'esecuzione dei singoli servizi.
• spese di liquidazione periodica, ogni volta che la banca calcola gli oneri e gli interessi e altri oneri in caso di scoperto.

Per offrire un utile parametro di valutazione dei costi, nel Foglio Informativo del conto corrente la banca fornisce l'ISC (vedi voce specifica).

Che cos'è un conto di base

Il conto di base è un conto di pagamento pensato per chi ha limitate esigenze di operatività, aperto a tutti , ma offerto gratuitamente per le fasce svantaggiate ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente fino a 8000 euro) e per i pensionati fino a 1400 euro al mese.
Le banche non possono fornire ai titolari di un conto di base altre tipologie di servizi o servizi accessori diversi da quelli stabiliti con la convenzione tra il MEF, la Banca d'Italia, L'Associazione bancaria Italiana, le Poste Italiane SpA e l'AIIP avendo riguardo a quanto disposto dalla Legge 22 dicembre 20111, n. 214. Il Conto di base, in aggiunta al canale tradizionale, può avvalersi, senza maggiori costi, di canali alternativi, quali l'internet banking, ATM, ATM evoluto.

Esistono quattro tipologie di conto di base:

• Conto di Base ordinario
Disponibile per tutti i consumatori, consente un'operatività limitata. Il titolare non può staccare assegni, richiedere carte di credito, aprire depositi titoli o ottenere un affidamento. Si tratta di vincoli che restringono la cerchia degli interessati a chi ha esigenze finanziarie modeste. Il numero delle operazioni annue è limitato, per ciascun servizio e per le operazioni aggiuntive l'intermediario può addebitare un costo aggiuntivo.

• Conto di Base per meno abbienti
Ha le stesse caratteristiche del conto di base ordinario, ma prevede la gratuità del canone annuo e l'esenzione del bollo previsto per legge. E' riservato a consumatori socialmente svantaggiati, con un ISEE inferiore a 7500 euro. All'apertura è richiesta un' autocertificazione dove il correntista dichiara che il proprio ISEE è inferiore a 7.500 euro e di non essere titolare di altro conto di base. La certificazione dovrà essere aggiornata annualmente entro il primo marzo. Il ritardo o la mancata presentazione dell'autocertificazione comporta il pagamento del canone e la perdita dell'esenzione dal bollo. Il conto può essere cointestato ma solo con i familiari considerati nel calcolo dell'ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente).

• Conto di Base per pensionati
Ha le stesse caratteristiche del conto di base ordinario, ma prevede la gratuità di alcune tipologie di servizi e di un predefinito numero di operazioni. Possono usufruire di questo conto tutti i pensionati che non rientrano nella fascia svantaggiata, perchè hanno un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) pari o superiore a 7500 euro e sono titolari di trattamenti pensionistici con rata mensile fino a 1500 euro. In caso di cointestazione del rapporto a più pensionati il requisito reddituale viene verificato in capo a ciascun cointestatario e non cumulativamente.

• Conto di Base gratuito per pensionati
Il conto è in tutto simile al "Conto di base per i pensionati" ma consente esclusivamente alcune tipologie di servizi ed un predefinito numero di operazioni. Possono usufruire di questo conto tutti i pensionati che non rientrano nella fascia svantaggiata, perchè hanno un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) pari o superiore a 7500 euro e sono titolari di trattamenti pensionistici con rata mensile fino a 1500 euro. In caso di cointestazione del rapporto a più pensionati il requisito reddituale viene verificato in capo a ciascun cointestatario e non cumulativamente.

Quanto può costare un conto di base

Nessuna spesa, onere o commissioni, salvi il canone annuo e gli oneri fiscali previsti per legge, può essere addebitata al cliente titolare del conto di base se il numero e la tipologia di operazioni effettuate sono ricomprese nell'elenco delle operazioni previste. Per le persone con un ISEE (Indicatore della situazione economica equivalente) inferiore ad euro 7.500, il conto di base è offerto gratuitamente senza spese ed è esente in modo assoluto dall'imposta di bollo. I titolari di trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro mensili hanno diritto all'apertura di un conto di base gratuito che permette di effettuare un numero ed una tipologia di operazioni individuate in un apposito elenco delle operazioni definito tra il MEF, la Banca d'Italia, L'Associazione bancaria Italiana, le Poste Italiane SpA e l'AIIP avendo riguardo a quanto disposto dalla Legge 22 dicembre 20111, n. 214. Il titolare di un qualsiasi conto di base può comunque sempre richiedere operazioni aggiuntive rispetto a quelle predefinite nel canone secondo le condizioni previste dalla Banca e comunque mai superiori a quelle applicate dalla stessa banca per i conti correnti offerti a consumatori.

Quale operatività è compresa nel canone annuo di un conto di base

Di seguito si riportano gli elenchi delle operazioni ricomprese nel canone annuo di un conto di base (Allegato A) e nel canone gratuito di un conto di base aperto da un soggetto avente diritto a trattamenti pensionistici fino ad euro 1.500 (Allegato B) come definiti tra il MEF, la Banca d'Italia, l'Associazione bancaria Italiana, le Poste Italiane SpA e l'AIIP avendo riguardo a quanto disposto dalla Legge 22 dicembre 20111, n. 214.

Che cos'è un conto a consumo

Il conto a consumo, detto anche conto ordinario, è un conto corrente adatto ai consumatori che utilizzano sporadicamente I servizi offerti dalle banche. Il costo annuo del conto dipende infatti dal numero di operazioni effettuate: più operazioni si richiedono, maggiore sarà la spesa. A differenza del conto di base, non è previsto alcun limite operativo ovvero il cliente potrà avere accesso a tutti i servizi offerti dalla banca.

Che cos'è un conto a pacchetto

Il Conto a pacchetto prevede, a fronte del pagamento di un canone predefinito, anche altri servizi, quali cassette di sicurezza, assicurazioni, gestione del risparmio, ecc.. Il conto a pacchetto può essere identificato come un conto "con franchigia", in cui il canone include un numero limitato di operazioni gratuite, ovvero "senza franchigia", in cui è possibile effettuare un numero illimitato di operazioni gratuite.

Che cos'è un conto di deposito

Un Conto di deposito è un conto corrente bancario, limitato nelle proprie funzionalità, che ha l'unico scopo di generare interessi sulle somme depositate.
Buona parte dei conti di deposito esistenti non hanno costi e prevedono un tasso d'interesse fortemente superiore rispetto ai conti correnti tradizionali. Il cliente può inoltre ottenere tassi migliorativi vincolando "in tutto o in parte" le somme depositate per un periodo predefinito. In tal caso le somme depositate possono essere prelevate solo alla scadenza del vincolo oppure può essere previsto che, se prelevate prima della scadenza, il cliente paghi una penalità predefinita dalla banca.
In molti casi le banche, per l'apertura di un conto di deposito, richiedono al cliente di essere titolare anche di un conto corrente tradizionale (detto conto d'appoggio o conto predefinito) presso altra banca o presso lo stesso istituto.
I conti di deposito, non consentendo ai titolari di prelevare più della liquidità disponibile sul conto.

Quali sono i principali diritti del cliente prima di firmare un contratto di conto corrente

Prima di firmare un contratto per l'apertura di un conto corrente, ogni cliente ha il diritto di:

• avere a disposizione e portare con sè una copia del documento "Principali diritti del cliente";
• avere a disposizione e portare con sè il foglio informativo di ciascun prodotto, che ne illustra caratteristiche, rischi e tutti i costi;
• avere a disposizione la guida di banca d'Italia "Il conto corrente in parole semplici" e la guida concernente l'accesso ai meccanismi di soluzione stragiudiziale delle controversie previsti ai sensi dell'articolo 128-bis del TUB (Arbitro Bancario Finanziario);
• ottenere gratuitamente e portare con sè una copia completa del contratto e/o il documento di sintesi, anche prima della conclusione e senza impegno per le parti;
• conoscere l'ISC (Indicatore Sintetico di Costo) del conto corrente per ciascuno dei profili riportati sul Foglio Informativo.

Quali sono i principali diritti del cliente al momento della firma di un contratto di conto corrente

Al momento della firma di un contratto per l'apertura di un conto corrente, ogni cliente ha il diritto di:

• prendere visione del documento di sintesi con tutte le condizioni economiche, unito al contratto;
• stipulare il contratto in forma scritta, tranne nei casi previsti dalla legge;
• ricevere una copia del contratto firmato dall' intermediario e una copia del documento di sintesi, da conservare;
• non avere condizioni contrattuali sfavorevoli rispetto a quelle pubblicizzate nel foglio informativo e nel documento di sintesi;
• scegliere il canale di comunicazione, digitale o cartaceo, attraverso il quale ricevere le comunicazioni.

Quali sono i principali diritti di un titolare di conto corrente

Qualsiasi titolare di conto corrente ha il diritto di:

• ricevere comunicazioni sull' andamento del rapporto almeno una volta l'anno, mediante un rendiconto e il documento di sintesi;
• ricevere la proposta di qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali da parte dell'intermediario, se la facoltà di modifica è prevista nel contratto. La proposta deve pervenire con un preavviso di almeno due mesi e indicare il motivo che giustifica la modifica. La proposta può essere respinta entro la data prevista per la sua applicazione, chiudendo il contratto alle precedenti condizioni;
• ottenere a proprie spese, entro 90 giorni dalla richiesta e anche dopo la chiusura, copia della documentazione sulle singole operazioni degli ultimi dieci anni;
• avere la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi debitori e creditori.

Cosa sono i fogli informativi

I Fogli informativi sono dei documenti messi a disposizione della clientela dalla banca che contengono almeno le seguenti informazioni:

• Informazioni sull'intermediario (denominazione; iscrizione in albi e/o registri; indirizzo della sede legale; numero di telefono degli uffici ai quali il cliente si può rivolgere per ulteriori informazioni e/o per la conclusione del contratto; numero di fax; ove esistenti, sito internet e indirizzo di posta elettronica);
• le caratteristiche e i rischi tipici dell'operazione o del servizio;
• il valore dell'ISC per ciascun profilo di utilizzo previsto da Banca D'Italia; se il contratto è destinato unicamente a uno o più profili determinati di clientela, il campo relativo ai profili ai quali esso non è destinato può essere riempito con la dicitura "non adatto" . In questo caso , il foglio informativo riporta chiaramente nell'intestazione, sotto la denominazione del conto corrente, l'indicazione dei profili ai quali esso è destinato.
• un elenco completo delle condizioni economiche offerte (che comprendono ogni onere economico, comunque denominato, a carico del cliente, incluse le spese connesse con le comunicazioni periodiche, di scritturazione contabile, di istruttoria, le penali, l'indicatore sintetico di costo, ecc.);
• le clausole contrattuali che riguardano: il diritto di recesso spettante al cliente e all'intermediario e i tempi massimi per la chiusura del rapporto; i mezzi di tutela stragiudiziale di cui la clientela può avvalersi.

I fogli informativi relativi ai contratti di conto corrente sono redatti in conformità dei modelli previsti da banca d'Italia. Le condizioni economiche sono indicate nella misura massima (se favorevoli all'intermediario) o minima (se favorevoli al cliente). Per ciascuna condizione può essere riportato anche un valore fisso ovvero un valore indicato sia nella misura massima che in quella minima. Il foglio informativo, anche se standardizzato ai sensi delle presenti disposizioni, può contenere note esplicative sulle condizioni al ricorrere delle quali trova applicazione la misura massima o quella minima.

Quali sono le informazioni periodiche che la banca è obbligata ad inviare alla clientela

Alla scadenza del contratto e, comunque, almeno una volta all'anno, le banche sono tenute ad inviare una comunicazione analitica che dia una completa e chiara informazione sullo svolgimento del rapporto e un quadro aggiornato delle condizioni economiche applicate. La comunicazione periodica è effettuata mediante invio o consegna di un estratto conto e del documento di sintesi delle principali condizioni economiche. Il cliente e la banca di comune accordo possono convenire una diversa periodicità per l'invio o la consegna del rendiconto e del documento di sintesi e possono convenire che le comunicazioni periodiche siano omesse nei casi di rapporti che non registrano movimenti da oltre un anno e presentano un saldo creditore non superiore ad euro 2.500.

Quali costi le banche possono addebitare alla clientela per l'invio delle informazioni periodiche

Le modalità di invio delle comunicazioni periodiche ed i costi connessi alle diverse tecniche utilizzate sono stabiliti nel contratto. I costi addebitati alla clientela quale corrispettivo delle comunicazioni periodiche non possono comunque essere superiori alle spese sostenute dalla banca per il loro invio.

La banca può modificare autonomamente le condizioni economiche sottoscritte con la propria clientela

Qualora previsto nel contratto, ed approvato specificamente dal cliente, la banca ha facoltà di modificare unilateralmente i tassi, i prezzi e le altre condizioni previste dal contratto solo qualora sussista un giustificato motivo. Qualunque modifica unilaterale delle condizioni contrattuali deve essere comunicata espressamente al cliente secondo modalità contenenti in modo evidenziato la formula: "Proposta di modifica unilaterale del contratto", con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. La modifica si intende approvata ove il cliente non receda, senza spese, dal contratto entro la data prevista per la sua applicazione. In tal caso, in sede di liquidazione del rapporto, il cliente ha diritto all'applicazione delle condizioni precedentemente praticate. Le variazioni contrattuali per le quali non siano state osservate le suddette regole, sono inefficaci, se sfavorevoli per il cliente.

Che cos'è un estratto conto

L'estratto conto è un rendiconto del servizio offerto, inviato periodicamente (almeno una volta l'anno) dalla banca ai titolari di conto corrente. L'estratto conto indica, anche mediante voci sintetiche di costo, tutte le movimentazioni, le somme a qualsiasi titolo addebitate o accreditate, il saldo debitore o creditore e ogni altra informazione rilevante per la comprensione dell'andamento del rapporto.
L'estratto conto relativo al periodo che si conclude il 31 dicembre, riporta il riepilogo delle spese complessivamente sostenute nell'anno solare per la tenuta del conto corrente e per i servizi di gestione della liquidità e di pagamento, sono riportate, in particolare, le spese relative ai seguenti servizi: conto corrente (versamenti, incassi, prelevamenti, scritture, comunicazioni, ecc.), carta di debito, carta di credito, bonifico, affidamento, assegno, domiciliazione utenze, e ogni altro servizio che è stato commercializzato unitamente al conto corrente, nonchè le spese addebitate al cliente per l'invio della documentazione, con separata evidenza sono riportati anche i costi sostenuti in relazione a eventuali affidamenti e sconfinamenti.
In particolare, il riepilogo: riporta il numero delle operazioni effettuate, suddistinte per categoria; comprende l'ammontare complessivo delle spese addebitate e quello parziale relativo a ciascun servizio; richiama l'attenzione del consumatore sulla possibilità di confrontare il totale delle spese sostenute con l'ISC riportato nel documento di sintesi e invita il consumatore a verificare se vi sono servizi più adatti alle sue esigenze.
A questi fini, le banche riportano in modo chiaro, alla fine del riepilogo, la frase seguente: "Può confrontare il totale delle spese sostenute nell'anno con i costi orientativi per i clienti tipo riportati nel riquadro "Quanto costa il conto corrente" del documento di sintesi allegato. Una differenza significativa può voler dire che questo conto forse oggi non è il più adatto alle sue esigenze; i motivi possono essere molti. In ogni caso, può andare in banca o su internet per verificare se ci sono offerte più convenienti per lei."

Che cos'è un documento di sintesi

Il documento di sintesi costituisce il frontespizio del contratto e riporta, in maniera personalizzata, le condizioni economiche pubblicizzate nel foglio informativo relativo allo specifico tipo di operazione o servizio sottoscritto.
Dopo la sottoscrizione del contratto vengono periodicamente inviati alla clientela dei documenti di sintesi, datati e progressivamente numerati, che aggiornano quello unito al contratto e riportano le condizioni economiche in vigore al momento della spedizione, anche se non sono variate rispetto alla comunicazione precedente. In caso di variazione, le condizioni oggetto di modifica sono riportate con una specifica evidenza grafica (ad esempio, attraverso l'uso del grassetto). Il documento di sintesi inviato con il rendiconto relativo al periodo che si conclude il 31 dicembre riporta inoltre il numero complessivo delle variazioni intervenute nel corso dell'anno.

Che cos'è l'ISC di un conto corrente e come viene calcolato

L'ISC (Indicatore Sintetico di Costo) rappresenta il costo indicativo annuo del conto corrente, espresso in euro. Il valore è comprensivo di tutte le spese e commissioni che sarebbero addebitate al titolare del conto nel corso dell'anno, al netto degli oneri fiscali e interessi. L'ISC viene calcolato per ciascun profilo di operatività individuato dalla Banca d'Italia (Operatività bassa, Giovani, Famiglie con bassa operatività, Famiglie con media operatività, Famiglie con elevata operatività, Pensionati con bassa operatività, Pensionati con media operatività) per il quale la banca ritiene adatto il prodotto offerto.
Per il calcolo dell'ISC di un dato profilo si considera l'operatività che la Banca d'Italia ha associato al profilo stesso e si assume inoltre che il consumatore abbia sul conto una giacenza e un patrimonio investito costante per l'intero periodo di riferimento.

L'ISC si compone di una parte fissa e una variabile, dove:

• la componente fissa, comprende tutte le voci di spesa che il Cliente dovrebbe comunque sostenere, per il solo fatto di aver sottoscritto il rapporto (es. canone annuo del conto) comprese quelle relative all'invio delle comunicazioni di trasparenza;
• la componente variabile, comprende tutti i costi " spese e commissioni " che il Cliente sostiene in relazione alla sua operatività in conto corrente. A tal fine, le banche calcolano il costo complessivo che sarebbe sostenuto dal consumatore ipotizzando livelli di utilizzo ottenuti selezionando uno tra i sei profili previsti per i conti correnti "a pacchetto" ovvero il singolo profilo individuato per i conti "a consumo" (cfr. infra); per i conti che prevedono una franchigia di operazioni su base infrannuale, va ipotizzato che il numero di operazioni annue previste dal profilo si ripartisca uniformemente nell'anno.

Che cos'è il TAEG di un apertura di credito in conto corrente e come viene calcolato

L'ISC di un' apertura di credito in conto corrente è denominato "Tasso Annuo Effettivo Globale" (TAEG) ed è calcolato come il TAEG previsto dalla disciplina in materia di credito per i consumatori.
Il TAEG và calcolato assumendo un affidamento di 1.500 euro utilizzato per intero al momento della conclusione del contratto e per l'intera durata del medesimo; se il contratto è a tempo indeterminato il credito avrà una durata pari a tre mesi. Si ipotizza, inoltre, una periodicità di liquidazione degli interessi su base trimestrale.
Se il contratto prevede diverse soglie di accordato, superate le quali varia il tasso di interesse o l'importo delle spese, viene riportato anche un TAEG calcolato ipotizzando l'affidamento con il tasso di interesse e le spese più elevati per l'intera durata del contratto.

Che cos'è la commissione di messa a disposizione fondi

La commissione di messa a disposizione fondi è di regola una commissione onnicomprensiva per la remunerazione degli affidamenti, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell'affidamento, senza tener conto dell'utilizzo o meno delle somme da parte della clientela.
L'ammontare della commissione non può superare lo 0,5 per cento, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.

Che cos'è la commissione di istruttoria veloce

La "commissione di istruttoria veloce" è di regola una commissione applicata a fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi.

Che cos'è un bonifico

Il bonifico è un' operazione con la quale si trasferiscono somme da un conto corrente a un altro, anche di banche diverse. Chi invia la somma si chiama ordinante, chi la riceve si chiama beneficiario. Quando il trasferimento avviene tra conti della stessa banca, il bonifico si chiama giroconto.
Il cliente ordinante non può definire direttamente la valuta attribuita al beneficiario, in quanto la stessa è conseguenza diretta della data di esecuzione.
La banca è infatti obbligata ad addebitare il conto dell'ordinante il giorno stesso della ricezione dell'ordine di bonifico, se lo stesso è trasmesso entro gli orari limite definiti dalla banca, altrimenti la data di ricezione e di conseguente addebito slitta al giorno seguente, ed è obbligata a trasferire i fondi alla banca del beneficiario entro il giorno successivo alla ricezione dell'ordine.
La data in cui la banca del beneficiario ottiene la disponibilità dei fondi del bonifico coincide con la data e valuta di accredito sul conto del beneficiario stesso.
Non è possibile in alcun modo disporre bonifici senza indicare le corrette coordinate bancarie del beneficiario (IBAN).

Cosa si intende per area SEPA

Per SEPA ( Single Euro Payments Area) si intende l' area unica per i pagamenti in euro in cui tutti i cittadini, le imprese, le pubbliche amministrazioni e gli altri operatori economici possono effettuare e ricevere pagamenti.
Rappresenta un ulteriore e decisivo passo in avanti verso la piena realizzazione del mercato unico europeo.
La Sepa si pone infatti l'obbiettivo di trasformare i vari sistemi di pagamento al dettaglio sei singoli paesi aderenti in un unico sistema in cui tutte le operazioni vengono considerate "domestiche.".

La SEPA coinvolge 31 paesi europei :

• i 15 paesi della Unione europea che utilizzano l'euro come valuta nazionale (Austria, Belgio, Francia, Finlandia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna, Cipro e Malta);
• i 12 paesi della Unione europea che utilizzano una valuta diversa dall'euro ma che effettuano pagamenti in euro (Bulgaria, Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania, Slovacchia, Svezia, Ungheria);
• e infine Islanda ,Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

Per i consumatori, la realizzazione della Sepa consentirà il pagamento di servizi forniti nei diversi paesi dell'area, tramite bonifici o addebiti diretti europei, alle stesse condizioni di quelli nazionali e utilizzando lo stesso conto (ad esempio pagare le bollette di un fornitore europeo, l'affitto di una casa in un altro paese o la retta della scuola di un figlio che studia all'estero). I consumatori potranno inoltre utilizzare in tutta l'area dell'euro e alle medesime condizioni le carte di pagamento.

In cosa consiste il servizio di domiciliazione bancaria

La domiciliazione bancaria è un'operazione che autorizza un addebito regolare sul proprio conto corrente a favore di specifici creditori. Conosciuta anche come RID (Rapporti Interbancari Diretti) ed è utilizzata soprattutto per addebiti di utenze come bollette, affitti o rate del mutuo. La procedura è elettronica ed automatica: ogni mese saranno addebitati dei costi fissi sul proprio conto corrente, previa autorizzazione del cliente ed una sicura disponibilità mensile con cui affrontare le spese.

Che cos'è una carta di debito

La carta di debito è una carta di pagamento elettronica che viene emessa dalle banche a favore dei titolari di conto corrente.

La carta di debito può essere di due tipi:

• Collegata direttamente al conto corrente: tutti i pagamenti effettuati attraverso la carta di debito (altrimenti detta carta bancomat) vengono addebitati in tempo reale direttamente sul conto corrente del titolare.
• Carta di debito prepagata: non è collegata a un conto corrente, ma funziona come una carta ricaricabile.

Per effettuare le operazioni, il titolare deve digitare un codice di sicurezza numerico (PIN) associato alla carta. I vantaggi di usare una carta di debito stanno soprattutto nella comodità di non dover portare con sè soldi contanti, di poter acquistare tramite POS beni e servizi presso qualsiasi esercizio commerciale.

Che cos'è una carta di credito

La carta di credito è' uno strumento di pagamento che permette al titolare di acquistare (tramite POS) beni e servizi presso qualsiasi esercizio commerciale aderente al circuito al quale la carta è abilitata o di prelevare contante (tramite ATM) con addebito posticipato. Le operazioni prevedono generalmente un massimale di utilizzo (il cosiddetto plafond) definito nel contratto. Il titolare della carta, a seconda del contratto e del tipo di carta di credito, pagherà in un'unica soluzione, di solito ogni mese con addebito sul conto corrente ("carta di credito classica" o "charge"), oppure a rate, con gli interessi ("carta di credito revolving").

Che cos'è una carta di credito revolving

La carta revolving è un particolare tipo di carta di credito che consente di rateizzare il pagamento della merce acquistata.
La carta di credito revolving, oltre ad avere le medesime funzioni di una comune carta di credito (a saldo), consente infatti di gestire con flessibilità i rimborsi. Normalmente viene stabilita una rata minima che il cliente può incrementare a sua discrezione (fino a decidere, eventualmente, di pagare l'intero saldo), fermo restando l'obbligo di versare alle scadenze concordate la cifra minima stabilita.
I versamenti mensili hanno il duplice scopo di rimborsare gli interessi e di ricostituire il credito iniziale; ne consegue che, questa tipologia di prestito, non ha una durata prefissata.
Gli interessi si applicano solo alle somme utilizzate, per cui l'Istituto emittente non percepisce nulla per il fatto di mettere a disposizione del denaro, se questo non viene utilizzato.
Resta inteso che l'emittente può richiedere una quota fissa annua, in modo non dissimile da ciò che può accadere per le altre tipologie di carte. .

Che cos'è una carta multifunzione

La carta multifunzione oltre alla funzione di Carta di "credito" comprende anche la funzione di Carta di "debito" - Bancomat/Pago bancomat. E' destinata a tutte le persone interessate alla praticità in quanto in una sola tessera sono racchiusi i servizi e le funzioni di due Carte (credito + Bancomat/Pago Bancomat) con eventualmente due Pin distinti per ciascuna funzione.

Che cos'è una carta con IBAN

La Carta con Iban è una carta prepagata ricaricabile che permette di effettuare le principali operazioni bancarie senza la necessità di aprire un conto corrente. La Carta permette di effettuare pagamenti, prelievi di contanti, accrediti dello stipendio, bonifici (in entrata e in uscita) essendo munita di un proprio codice IBAN.
La Carta può essere ricaricata, nel rispetto dei massimali previsti presso le filiali della Banca (ad esempio in contanti o con addebito immediato in conto corrente) o con bonifico grazie al codice IBAN.
La Carta può essere utilizzata per effettuare prelievi di denaro presso sportelli automatici (ATM) o per effettuare acquisti presso gli esercenti abilitati.

Che cos'è il tasso creditore di un conto corrente

Il tasso creditore annuo è il tasso con il quale la banca periodicamente calcola gli interessi dovuti al titolare di un conto corrente sulle somme depositate(interessi creditori).
Il tasso applicato può essere fisso e predeterminato dalla banca o variabile.

Che cos'è il tasso debitore di un conto corrente

Tasso annuo utilizzato per calcolare periodicamente gli interessi a carico del cliente sulle somme utilizzate in relazione al fido e/o allo sconfinamento. Gli interessi sono poi addebitati sul conto.
Il tasso applicato può essere fisso e predeterminato dalla banca o variabile.

Che cosa si intende per apertura di credito (affidamento) di un conto corrente

L'apertura di credito in conto corrente ( detta anche affidamento in conto corrente) è una specifica forma di finanziamento concesso dalle banche che permette al cliente di sopperire a momentanee esigenze di liquidità. Con questa operazione, la Banca mette a disposizione del cliente una somma di denaro da utilizzare in una o più soluzioni.

L'apertura di credito in conto corrente può essere:

• a revoca: quando viene concessa per un tempo indeterminato; in questo caso il rientro dell'esposizione potrà avvenire o per volontà del cliente o per richiesta della Banca nel caso ne ravvisi la necessità, come a seguito di utilizzi anomali o scorretti.
• con durata predeterminata stabilita nel momento della sottoscrizione del contratto.

Che cos'è un assegno bancario

L' assegno bancario è un titolo di credito pagabile a vista contenente l'ordine impartito da un correntista alla propria banca di pagare a terzi (o a se stesso) una somma di denaro. In termini tecnici si parla del traente che ordina al trattario di pagare un beneficiario.
L'assegno è trasferibile a un altro beneficiario mediante girata salvo che non vi sia apposta la clausola "non trasferibile", nel qual caso il titolo può essere pagato solo al beneficiario che non può girare l'assegno ma solo procedere al suo incasso presso una banca. Gli assegni di importo superiore a 1.000 euro devono obbligatoriamente contenere la clausola "non trasferibile".
L'assegno bancario deve essere presentato al pagamento nel termine di 8 o 15 giorni dall'emissione a seconda che sia pagabile nello stesso comune di emissione ovvero in altro comune dello Stato.

Che cos'è un assegno circolare

L'assegno circolare è un particolare tipo di assegno bancario divenuto nel tempo molto popolare. Si tratta di un titolo di credito che viene emesso dalla banca su richiesta del cliente per somme che sono già disponibili nella banca stessa al momento dell'emissione. Ne deriva che l'assegno circolare è una forma di pagamento assolutamente certa, a differenza di un normale assegno bancario che potrebbe risultare scoperto nel momento della riscossione.
L'emissione di un assegno circolare non è strettamente collegata alla titolarità di un conto corrente: è infatti possibile richiederlo a qualsiasi banca versando in contanti il denaro. Anche in questo caso la copertura dell'assegno è garantita, perchè la banca incassa e blocca il denaro. E' possibile incassare l'assegno circolare presso qualsiasi sportello della banca emittente, quindi anche in altre sedi o filiali

Che cos'è un assegno postale

L'assegno postale è un titolo di credito che Poste Italiane mette a disposizione dei propri correntisti .Ogni assegno di Poste Italiane e equiparabile ai libretti di assegni emessi dagli Istituti di credito. Questi possono essere impiegati per eseguire pagamenti allo stesso modo in cui ogni cliente di Banca utilizza i propri .Esiste anche l'assegno vidimato che ha una validità limitata a soli due mesi dalla data di emissione (contrariamente dai classici assegni che possono essere incassati anche oltre) e può essere incassato su qualsiasi altro conto corrente bancario o postale.
Rispetto all'assegno bancario una differenza può ravvisarsi sui tempi per la levata del protesto.

Cosa si intende per disponibilità giuridica di una somma

Numero di giorni lavorativi oltre il quale le somme che il cliente a versato sul conto corrente sono definitivamente disponibili, ovvero la banca non può stornarle senza il consenso del cliente stesso.

Cosa si intende per disponibilità economica di una somma

Numero di giorni lavorativi oltre il quale le somme che il cliente ha versato sul conto corrente sono disponibili per successive operazioni, salvo la possibilità per la banca di stornare l'accredito per mancato buon fine.

Che cos'è il codice IBAN

L'IBAN (International Bank Account Number) è la coordinata bancaria internazionale che consente di identificare, in maniera standard, il conto corrente del beneficiario permettendo all'ordinante o alla banca di quest'ultimo di verificarne la correttezza grazie ai due caratteri di controllo.
La struttura dell'IBAN è basata sugli standard dettati dalla ECBS (European Committee for Banking Standards), mentre la sua lunghezza varia a seconda della nazione con un massimo di 34 caratteri alfanumerici; per l'Italia è fissata in 27 caratteri:
IT, 2 caratteri numerici di controllo internazionali, 1 carattere alfabetico di controllo nazionale (CIN), 5 caratteri numerici per il codice ABI, 5 caratteri numerici per il CAB, 12 caratteri alfanumerici per il numero di conto.
Funziona da "indirizzo" del conto e infatti è indispensabile per trasferire denaro tra conti. Anche se il nome del beneficiario è errato o incompleto, con l'IBAN corretto un bonifico va comunque a buon fine.

Cosa identifica il codice ABI

Il codice ABI (Associazione Bancaria Italiana) è un numero composto da cinque cifre e identifica l'istituto di credito. L'Associazione Bancaria Italiana attribuisce ad ogni banca un codice ABI univoco.

Cosa identifica il codice CAB

Il codice CAB (Codice di Avviamento Bancario) è un numero composto da cinque cifre e rappresenta l'agenzia o specifica filiale dell'istituto di credito identificato dal codice ABI.
Con l'accoppiata ABI e CAB quindi si può già facilmente identificare la banca dove risiede il conto corrente.
Il codice può prevedere una sesta cifra (codice di controllo o codice efficienza sportello).

Cosa identifica il codice CIN

Il codice CIN ( Control Internal Number) è composto da una sola lettera ed è utilizzato come carattere di controllo. Partendo dal codice ABI, dal CAB e dal numero di conto corrente, attraverso una serie di calcoli viene generato ii codice CIN. La mancata corrispondenza del codice Cin indica un errore in uno dei suddetti campi, o nel codice CIN stesso.
Per la sua funzione di semplice controllo talvolta può essere tralasciato e non è indispensabile nell'identificazione di un conto.

Che cos'è il codice BIC

Il Codice BIC (Bank Identifier Code) è un codice utilizzato nei pagamenti internazionali per identificare la banca del beneficiario e può essere formato da 8 o da 11 caratteri alfanumerici. E' utilizzato insieme al codice IBAN per trasferimenti di denaro mediante bonifico internazionale.

Come vengono calcolati gli interessi sul conto corrente

Tutti i versamenti ed i prelevamenti di denaro e, in generale, le operazioni di incasso e di pagamento producono interessi secondo i tassi e con le periodicità previsti nel contratto. Per il calcolo degli interessi è necessario calcolare i numeri debitori ed i numeri creditori ,calcolati moltiplicando i giorni per i singoli saldi di valuta.
Gli interessi da ricevere e pagare si ottengono moltiplicando il totale dei numeri debitori e creditori, rispettivamente, per il tasso di interesse passivo e attivo e il risultato è diviso per i giorni dell'anno.

Cosa si intende per saldo disponibile del conto corrente

Il saldo disponibile del conto corrente è la differenza (positiva o negativa) tra l'importo complessivo degli accrediti (cioè le somme che vengono depositate sul conto corrente) e quello degli addebiti (cioè le somme che escono dal conto, per prelievi, spese, bollette, etc ).
Nella pratica si distinguono, il saldo contabile, rappresentato dalla somma delle operazioni registrate sul conto fino a una certa data ed il saldo disponibile, dato dall'ammontare effettivamente a disposizione (tenuto conto in positivo di eventuali fidi ed in negativo di assegni versati ma non ancora resi disponibili dall'altra Banca).
Il saldo disponibile è il totale dell'importo presente sul conto corrente e disponibile per essere utilizzato dal titolare del conto .

Cosa si intende per saldo contabile del conto corrente

Il saldo contabile è la somma di tutti gli addebiti e gli accrediti registrati sul conto corrente anche se non ancora disponibili per essere utilizzati.

Cosa si intende per tasso extra-fido

Tasso annuo utilizzato per calcolare periodicamente gli interessi a carico del cliente sulle somme utilizzate oltre il limite del fido concesso. Gli interessi sono poi addebitati sul conto.
Il tasso applicato può essere fisso e predeterminato dalla banca o variabile.

Cosa si intende per numeri debitori/creditori

Per numeri debitori di un conto corrente si intende la somma dei saldi negativi di fine giornata registrati sul conto .
Per numeri creditori di un conto corrente si intende la somma dei saldi positivi di fine giornata registrati su un conto.

Che cos'è il T.E.G.M.

Il T.E.G.M. (Tasso Effettivo Globale Medio) indica il valore medio del tasso effettivamente applicato dalle banche e da società finanziarie a categorie simili di operazioni creditizie (ad esempio: aperture di credito in c/c, crediti personali, leasing, factoring, mutui, ecc.) ed è aggiornato trimestralmente come previsto dalla legge sull'usura.
Sulla base dei T.E.G.M. rilevati per le diverse categorie di operazioni e di classe di importo vengono definiti i tassi soglia di usura.
Le banche e gli intermediari finanziari sono tenuti a pubblicizzare nei locali aperti al pubblico i valori aggiornati dei T.E.G.M..

Che cos'è una RI.BA.

La Riba (Ricevuta Bancaria) è un ordine di incasso disposto dal creditore alla propria banca (banca assuntrice) e da quest'ultima trasmesso, attraverso una apposita procedura interbancaria, alla banca domiciliataria la quale provvede a inviare un avviso di pagamento al debitore.
In relazione alle operazioni scambiate la procedura determina i saldi dei singoli intermediari che vengono regolati attraverso il sottosistema di compensazione.
La ricevuta rilasciata al debitore funge da prova dell'avvenuto pagamento entrando nei meccanismi del funzionamento di ogni Istituto: i pagamenti effettuati da debitori sono contabilizzati e impiegano alcuni giorni prima che siano effettivamente nelle casse del creditore. In questo frattempo, però, la ricevuta è stata già emessa a favore dello stesso debitore per provare il suo corretto pagamento.

Che cos'è un M.A.V.

Il Mav, conosciuto anche come pagamento Mediante Avviso, è una procedura bancaria standard che utilizza un apposito bollettino prestampato, con l'indicazione del nominativo del debitore, dell'importo da versare e della scadenza entro cui pagare. Generalmente ricorrono a questo servizio scuole, università, amministrazioni locali, amministratori di condominio, assicurazioni e finanziarie.
Il suo pagamento non ha spese accessorie e può avvenire anche negli uffici postali.

Che cos'è un R.A.V.

Il R.A.V. (Ruolo Mediante Avviso) è un tipo di bollettino di pagamento utilizzato dagli incaricati alla riscossione di somme iscritte a ruolo (registro debitori), come ad esempio sanzioni per violazioni del codice della strada, tasse sulle concessioni governative, sulla nettezza urbana o iscrizione agli albi professionali .
L'ente creditore invia un avviso cartaceo al debitore, che può quindi effettuarne il pagamento presso qualunque ufficio postale o sportello bancario, ricevendo come quietanza una parte dell'avviso stesso.
Nella maggior parte dei casi le banche consentono il pagamento dei R.A.V. anche attraverso i propri servizi di internet banking.

Che cos'è un R.I.D.

Il Rid (Rapporto Interbancario Diretto), è un servizio di incasso crediti basato su un'autorizzazione continuativa conferita dal debitore alla propria banca di accettare gli ordini di addebito provenienti da un creditore.
Per formalizzare l'autorizzazione all'addebito e quindi creare la delega RID sul proprio conto corrente, il debitore può rivolgersi alla propria banca oppure sottoscrivere il modulo RID presso il creditore, che provvederà, assumendosi le proprie responsabilità (raccolta della firma del debitore) a trasmettere la richiesta di autorizzazione all'addebito.
Tale richiesta, se accettata dalla banca, consentirà al creditore di dare l'avvio alla spedizione degli addebiti.
Il Rid bancario è molto diffuso soprattutto perchè permette il pagamento automatico delle utenze domestiche ovvero il pagamento delle bollette di acqua, luce, gas, telefono, ecc..
In alcuni casi il RID è funzionale al regolamento (addebito) di altre tipologie di servizi della stessa banca del debitore e quindi non può essere revocato senza che venga estinto anche il servizio per il quale è stato predisposto.

Che cos'è un bollettino bancario freccia

Il Bollettino Bancario "Freccia" è un bollettino precompilato dal creditore ed inviato al debitore. Quest'ultimo lo utilizza per effettuare il pagamento presso qualunque sportello bancario.
Se lo sportello bancario coincide con quello presso cui il debitore detiene un conto corrente, il pagamento può essere effettuato anche mediante l'addebito sul proprio conto evitando cosi il pagamento in contanti.

Che cos'è un POS

P.O.S. (Point Of Sale), acronimo tradotto come Punto di pagamento, sta ad indicare un'apparecchiatura automatica diffusa in Italia e all'estero presso numerosi esercizi commerciali, mediante la quale è possibile effettuare il pagamento dei beni acquistati o dei servizi ricevuti con carte di debito e di credito a seconda del contratto stipulato direttamente dall'esercente con la Banca o con le Società emittenti le carte di credito.

Che cos'è un ATM/ATM Evoluto

ATM è l'acronimo dell'espressione inglese "Automated Teller Machine". Con il termine ATM si identificano quindi gli "sportelli automatici" (detti Bancomat) generalmente situati immediatamente all'esterno di una filiale bancaria, mediante cui un correntista può svolgere, autonomamente e a qualsiasi ora, prelevamenti di contanti od effettuare altre operazioni (es. interrogazione del proprio c/c, ricariche telefoniche, ecc.).
Alcuni ATM permettono anche di effettuare operazioni di versamento contanti o assegni.

Cosa si intende per internet banking

Con il servizio di "internet banking" la banca offre la possibilità alla propria clientela di utilizzare il conto corrente a distanza, ovvero senza recarsi fisicamente allo sportello, attraverso un personal computer ed un collegamento ad internet.
Per accedere al servizio di "Internet banking" le banche mettono a disposizione dei codici di accesso personali con modalità più o meno tecnologicamente avanzate.
La quasi totalità delle banche affiancano, al tradizionale canale di utilizzo (sportello bancario), anche la possibilità di utilizzare il conto corrente attraverso una piattaforma web.
Alcune banche offrono conti correnti utilizzabili esclusivamente on-line.
Tutti i servizi di conto corrente usufruiti on-line risultano di prassi meno costosi di quelli usufruti attraverso il personale presente in filiale.

Che cos'è l'Arbitro Bancario Finanziario

L'Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione stragiudiziale delle liti tra i clienti e le banche e gli altri intermediari che riguardano operazioni e servizi bancari e finanziari. è detto "stragiudiziale" perchè offre un'alternativa più semplice, rapida ed economica rispetto al ricorso al giudice, che spesso invece comporta procedure complesse e anche molto lunghe.
L'ABF è un organismo indipendente e imparziale che decide in pochi mesi chi ha ragione e chi ha torto. è un sistema nuovo da non confondere con la conciliazione o con l'arbitrato.
Le decisioni non sono vincolanti come quelle del giudice ma se l'intermediario non le rispetta il suo inadempimento è reso pubblico.
Il cliente può rivolgersi all'Arbitro solo dopo aver tentato di risolvere il problema direttamente con la banca o l'intermediario, presentando a essi un reclamo. Se non rimane soddisfatto neanche delle decisioni dell'Arbitro, può comunque rivolgersi al giudice.
La Banca d'Italia fornisce i mezzi per il funzionamento dell'ABF.

Chi può ricorrere all'Arbitro Bancario Finanziario?

Tutti coloro che hanno attualmente o hanno avuto in passato un rapporto contrattuale o sono entrati in relazione con una banca o con un intermediario finanziario per la prestazione di servizi bancari e finanziari, ivi compresi i servizi di pagamento, possono presentare ricorso all'ABF, anche senza l'assistenza di un avvocato.

Quando è possibile ricorrere all'Arbitro Bancario e Finanziario (ABF)

E possibile ricorrere all'ABF solo dopo aver presentato un formale reclamo alla banca da non più di 12 mesi, ferma restando la possibilità di presentare un nuovo reclamo dopo la scadenza di questo termine, e di avere ricevuto risposta allo stesso o di non aver ricevuto alcuna risposta entro 30 giorni. Il ricorso deve avere ad oggetto la stessa questione esposta nel reclamo; il cliente può chiedere nel ricorso il risarcimento del danno anche quando tale richiesta non sia stata formulata nel reclamo, qualora il danno lamentato sia conseguenza immediata e diretta della medesima condotta dell'intermediario segnalata nel reclamo.
Il ricorso deve avere ad oggetto la stessa questione esposta nel reclamo.; il cliente può chiedere nel ricorso il risarcimento del danno anche quando tale richiesta non sia stata formulata nel reclamo, qualora il danno lamentato sia conseguenza immediata e diretta della medesima condotta dell'intermediario segnalata nel reclamo.

Come si può ricocrrere all'Arbitro Bancario Finanziario

Ricorrere all'Arbitro Bancario Finanzio è facile. Il ricorso è sottoscritto dal cliente e può essere presentato, per conto di questi, da un' associazione di categoria alla quale il cliente medesimo aderisca, dal rappresentante legale o da un soggetto munito di procura, che può essere conferita anche nel ricorso.

Esso è redatto utilizzando la modulistica pubblicata sul sito internet dell'ABF e reperibile presso tutte le Filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico e può essere, alternativamente:

a) inviato direttamente, secondo le modalità indicate sulla modulistica, alla segreteria tecnica del collegio competente o a qualunque Filiale della Banca d'Italia, che provvede a inoltrarlo senza indugio alla segreteria tecnica del collegio competente;
b) presentato presso tutte le Filiali della Banca d'Italia aperte al pubblico, che provvedono come sopra.

Il cliente che abbia proposto un ricorso ai sensi della presente disciplina ne dà tempestiva comunicazione all'intermediario attraverso la segreteria tecnica, ovvero attraverso la Filiale della Banca d'Italia che abbia ricevuto il ricorso, che ne trasmette copia all'intermediario.
Per presentare il ricorso basta versare un contributo spese di 20 euro, che viene rimborsato dall'intermediario se il ricorso è accolto.

Con quali tempi e modalità viene gestito il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

Entro 30 giorni dalla ricezione del ricorso, la banca trasmette alla competente segreteria tecnica le proprie controdeduzioni unitamente a tutta la documentazione utile ai fini della valutazione del ricorso, ivi compresa quella relativa alla fase di reclamo. Se la banca aderisce a un'associazione degli intermediari, le controdeduzioni e la citata documentazione sono trasmesse, entro il medesimo termine di 30 giorni, alla predetta associazione, che entro 15 giorni dalla ricezione delle stesse provvede a inoltrarle alla segreteria tecnica.
La segreteria tecnica trasmette al ricorrente copia delle controdeduzioni. Il ruolo svolto dalle associazioni di categoria dei clienti o degli intermediari nell'ambito della procedura di ricorso può consistere in un controllo di completezza e regolarità formale della documentazione da presentare e in una funzione di raccordo con la segreteria tecnica; le associazioni dei clienti possono, inoltre, fornire assistenza agli aderenti nella redazione del ricorso; sono in ogni caso escluse valutazioni inerenti il merito della controversia o volte a prospettare i possibili contenuti della decisione del collegio.
Qualora il ritardo o l'assenza della documentazione dovuta dall'intermediario - anche a seguito di eventuali richieste di integrazione da parte della segreteria tecnica - rendano impossibile una pronuncia sul merito della controversia, l'organo decidente valuta la condotta dell'intermediario sotto il profilo della mancata cooperazione di quest'ultimo allo svolgimento della procedura, anche ai fini di quanto previsto dal paragrafo 4.
Il collegio si pronuncia sul ricorso entro 60 giorni dalla data in cui la segreteria tecnica ha ricevuto le controdeduzioni o, in mancanza, dalla scadenza del termine previsto dal paragrafo 1 per la presentazione di queste ultime da parte dell'intermediario o dell'associazione alla quale il medesimo aderisca.
Il termine di 60 giorni può essere sospeso una o più volte, e in ogni caso per un periodo complessivamente non superiore a 60 giorni, dalla segreteria tecnica, nel corso della fase preparatoria, dal presidente ai fini della regolarizzazione del ricorso o dal collegio per chiedere ulteriori elementi alle parti.
La decisione sul ricorso è assunta sulla base della documentazione raccolta nell'ambito dell'istruttoria, applicando le previsioni di legge e regolamentari in materia, nonchè eventuali codici di condotta ai quali l'intermediario aderisca. Essa può contenere indicazioni volte a favorire le relazioni tra intermediari e clienti. La decisione, corredata della relativa motivazione, è comunicata alle parti entro 30 giorni dalla pronuncia. Se il presidente così dispone, alle parti può essere comunicato prontamente il dispositivo e, successivamente, la motivazione della decisione, in ogni caso non oltre 30 giorni dalla pronuncia

Cosa accade a seguito della decisione dell'Arbitro Bancario Finanziario (ABF)

Nel caso in cui l' ABF accolga il ricorso del cliente in tutto o in parte, il collegio fissa il termine entro il quale la banca deve adempiere alla decisione; in mancanza di fissazione del termine, la banca è tenuta ad adempiere entro 30 giorni dalla comunicazione della decisione completa della motivazione.
Se la banca non rispetta la decisione o non collabora al funzionamento della procedura, il suo inadempimento è pubblicato sul sito internet dell'Arbitro Bancario Finanziario, sul sito internet della Banca d'Italia e, a spese dell'intermediario, in due quotidiani ad ampia diffusione nazionale.

L' inadempiente intermediario che:

• non esegue o esegue solo in parte la prestazione imposta dalla decisione dell' Arbitro Bancario Finanziario;
• non rimborsa al cliente i 20 euro versati come contributo spese, se il ricorso è stato accolto anche solo in parte;
• non versa alla Banca d'Italia il contributo spese di 200 euro dovuto se il ricorso viene accolto anche solo in parte.

Non collabora al funzionamento della procedura l'intermediario che:

• non versa il contributo dovuto ai fini della liquidazione dei compensi dei membri dei Collegi designati dalle associazioni degli intermediari;
• omette o invia in ritardo la documentazione richiesta, se questo impedisce all'ABF di decidere la controversia.

Resta ferma la facoltà per entrambe le parti di ricorrere all'autorità giudiziaria ovvero ad ogni altro mezzo previsto dall'ordinamento per la tutela dei propri diritti e interessi.

Quanto costa chiudere un conto corrente

Si può recedere dal contratto di conto corrente, sottoscritto con la propria banca, in qualsiasi momento, senza penalità e senza spese di chiusura del conto.

Il Cliente è tenuto comunque a pagare:

• l'importo relativo ai servizi già prestati dalla Banca secondo le condizioni economiche previste nei relativi testi contrattuali e fogli informativi;
• eventuali oneri fiscali già maturati.

Cosa bisogna fare per cambiare un conto corrente

Per cambiare un conto corrente in maniera rapida e sicura è necessario:

• aprire il nuovo conto corrente e richiedere tutti i servizi accessori allo stesso presso la banca prescelta;
• individuare tutti i servizi di incasso e pagamento da trasferire sul nuovo conto (es. domiciliazioni, bonifici ricorrenti, ecc.);
• richiedere alla nuova banca di trasferire sul nuovo conto tutti i tuoi "pagamenti continuativi": sia quelli che hai richiesto tu (bollette, pagamenti rateali, ecc.), sia quelli a tuo favore (stipendio, ecc.);
• richiedere alla vecchia banca la chiusura del precedente conto corrente una volta valutata la correttezza di tutti i trasferimenti richiesti.

Ricorda che la vecchia banca deve fornirti gratuitamente ed in modo chiaro e completo , tutte le informazioni necessarie per agevolarti nel trasferimento (incluse quelle relative ai servizi regolati sul conto corrente).

Quali garanzie ci sono di ottenere il rimborso del denaro depositato in caso di fallimento della propria banca

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGDCC) proteggono i depositi fino a euro 100.000,00 per depositante. Pertanto il limite si calcola con riferimento alla somma dei depositi e dei fondi che uno stesso cliente detiene presso la banca e non ai singoli conti o rapporti. Il predetto limite massimo di rimborso, nel caso di rapporti congiunti, si applica con riferimento a ciascuno degli intestatari e i conti si presumono ripartiti in eguale proporzione tra i medesimi.
La copertura riguarda i fondi con obbligo di restituzione (ad es. conto corrente, deposito a risparmio, certificato di deposito), con esclusione, in particolare, dei depositi al portatore, delle obbligazioni, dei pronti contro termine e delle passività computate nei mezzi patrimoniali delle banche; non sono coperti dalla protezione i depositanti 'istituzionali' (altri intermediari o organismi pubblici).
Il sistema delle Banche di Credito Cooperativo (BCC) ha esteso la tutela, attraverso l'istituzione di un nuovo fondo su base volontaria, anche alle obbligazioni.
Gli strumenti finanziari della clientela detenuti dalle banche nell'esercizio dei servizi di investimento, inclusi i titoli oggetto di operazione pronti contro termine, sono protetti dal Fondo Nazionale di Garanzia, ai sensi della disciplina in materia di sistemi di indennizzo degli investitori, entro il limite di 20 mila euro.

Che cos'è il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, è un consorzio obbligatorio di diritto privato, riconosciuto dalla Banca d'Italia, e costituito con lo scopo di garantire i depositanti delle Banche consorziate.
Aderiscono al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi tutte le banche italiane, ad eccezione di quelle di credito cooperativo aderenti al Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo.
Le succursali di banche comunitarie operanti in Italia possono aderire al Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi al fine di integrare la tutela offerta dal sistema di garanzia dello Stato di appartenenza.
Per le succursali di banche extracomunitarie autorizzate in Italia vige l'obbligo di adesione salvo che non partecipino a un sistema di garanzia estero equivalente.
Il Fondo Interbancario garantisce, nei limiti di euro 100.000, i depositanti delle banche italiane, delle succursali di queste negli altri paesi comunitari, nonchè delle succursali in Italia di banche comunitarie ed extracomunitarie consorziate.

Che cos'è il Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo

Fondo di Garanzia dei Depositanti del Credito Cooperativo (FGDCC), è stato costituito su iniziativa della Federcasse e con l'iniziale partecipazione di 362 Banche di Credito Cooperativo per garantire la tutela dei depositanti delle Banche ad esso consorziate (BCC-CR), nonche di quelli delle succursali in Italia delle Banche di Credito Cooperativo estere in osservanza delle previsioni del D.LGS. 659/96 ed in conformità ai principi della mutualità e nello spirito della cooperazione di credito.

Il Fondo interviene:

• in caso di liquidazione coatta amministrativa delle Banche consorziate autorizzate in Italia, e per le succursali di Banche di Credito Cooperativo comunitarie consorziate operanti in Italia, nei casi in cui sia intervenuto il sistema di garanzia dello Stato di appartenenza;
• in caso di amministrazione straordinaria delle Banche consorziate italiane;
• in caso di situazione di difficoltà delle Banche consorziate italiane. Gli interventi del Fondo sono subordinati all'autorizzazione della Banca d'Italia.

Al Fondo aderiscono obbligatoriamente tutte le Banche di Credito Cooperativo operanti in Italia.
Il Fondo opera in stretta collaborazione con Federcasse e si avvale delle Federazioni locali come proprie articolazioni territoriali.

Che cos'è la Centrale di Allarme Interbancaria (C.A.I. )

La Centrale di Allarme Interbancaria è un Archivio informatizzato istituito presso la Banca d'Italia per assicurare il regolare funzionamento dei pagamenti.

Vi vengono iscritti i soggetti:

• che hanno emesso assegni bancari e postali senza essere autorizzati o senza avere i fondi necessari per far fronte al pagamento;
• a cui sia stata revocata l'autorizzazione all'utilizzo di carte di credito e di debito a causa del mancato pagamento delle somme relative alle operazioni effettuate.

Cosa comporta per un consumatore l'iscrizione nella Centrale di Allarme Interbancaria (C.A.I. )

Nel caso degli assegni, l'iscrizione nella CAI determina l'applicazione della revoca di sistema, cioè il divieto di emettere assegni e stipulare nuove convenzioni di assegno presso il sistema bancario e postale per sei mesi. Nel caso delle carte di pagamento, l'iscrizione determina la revoca dell'autorizzazione all'utilizzo di carte di credito e di debito per due anni, ma rimane possibile ottenere il rilascio di altre carte; la scelta é lasciata all'istituto emittente.

Che cos'è un deposito titoli

Il deposito titoli è uno speciale conto utilizzato esclusivamente per custodire ed amministrare strumenti finanziari (obbligazioni, azioni, quote di fondi comuni di investimento, ecc.) di tua proprietà.
Il deposito titoli è abbinato a un conto corrente, utilizzato per addebitare tutti i costi (bolli, commissioni, acquisti di strumenti finanziari, ecc.) ed accreditare tutti i ricavi (dividendi, cedole, vendite di strumenti finanziari) relativi ai servizi di investimenti offerti dalla banca su tua richiesta.

Cosa si intende per conto corrente cointestato a firma congiunta/ disgiunta

All'apertura di un conto corrente, la banca richiede al cliente il deposito della firma al fine di verificare che le operazioni, in particolare quelle di pagamento, siano effettivamente riconducibili al correntista che le ha disposte, ad esempio mediante l'emissione di un assegno bancario. La firma va apposta su uno specifico documento detto "specimen".
Nel caso in cui il conto corrente è intestato a due o più persone, il deposito della firma è necessario per ognuna di esse e le operazioni richieste alla banca possono esigere, per la loro corretta esecuzione, la firma di tutti i correntisti (congiunta) ovvero anche di uno solo (disgiunta), a secondo di quanto specificato nel contratto.
Il conto corrente, quindi, può essere acceso da due e più persone (congiunto) che possono, però, farne uso in modo separato (disgiunto).

Il servizio di mediazione creditizia di ScelgoConto.it è gestito da Scegliendo s.r.l., società di mediazione creditizia, Capitale sociale euro 122.500 i.v.
Via Rosolino Pilo, 15 - 04012 - Cisterna di Latina (LT), inscritto al REA n. LT – 191838 e iscritto all'OAM con numero (inserire numero). - P.IVA 02693050599 - Tel. 06 87 653 287
L'utente dichiara di accettare l'Informativa sulla privacy e le Condizioni Generali di Utilizzo del Servizio - Informativa sulla Trasparenza (.pdf)