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Italiani poco bancarizzati ma buoni risparmiatori

21/08/2017

immagine news

Da una recente indagine di mercato è risultato quanto in Italia gli studenti, nonostante non siano proprio disinformati, non hanno comunque competenze finanziarie all’altezza dei loro coetanei dei paesi sviluppati, restando un passo indietro.
L’educazione finanziaria non fa parte dei programmi scolastici e fatica ad entrare nel percorso di istruzione, nonostante da alcuni anni la Banca Centrale ed il Ministero dell’Istruzione abbiano adottato un programma di alfabetizzazione finanziaria per le scuole interessate. Il rapporto evidenzia, comunque, che le competenze finanziarie non sono strettamente legate con i risultati scolastici.

Riportando i dati della rilevazione triennale del PISA (Programme for International Student Assessment), indagine condotta dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) che coinvolge più di 80 Paesi, per valutare l’efficacia dei sistemi scolastici, il 20% degli studenti italiani non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze finanziarie. Soltanto il 6,5% raggiunge il livello più alto, dimostrando una comprensione adeguata del panorama finanziario e di saper analizzare prodotti finanziari complessi. Sono più forti nei livelli intermedi, sulla base di una preparazione non specifica, permettendo di conoscere i concetti base dell’economia e prendere decisioni più semplici.
Nel complesso, il risultato medio nelle prove di alfabetizzazione finanziaria per l’Italia, è leggermente inferiore alla media; e comunque la performance italiana è migliorata rispetto ai tre anni precedenti.

Nella pratica italiana gli studenti sono poco bancarizzati anche se buoni risparmiatori: il 35% degli studenti è titolare di un conto corrente, il 43% risparmia settimanalmente o mensilmente, il 21% solo quando dispone di denaro. Solo il 5% degli intervistati non risparmia per nulla.

Pari importanza che potrebbe avere l’istruzione scolastica, ricade anche nell’educazione informale dalla pratica quotidiana, dalle relazioni con le banche alla gestione di una paga settimanale e alle decisioni che ne conseguono. Ma in Italia, viene in soccorso la famiglia. Più di otto studenti su dieci discutono di spese e risparmi con i loro genitori almeno una volta al mese.
E’ allora necessario rivolgersi non solo ai giovani ragazzi, ma anche ai genitori, per fornire opportunità di imparare attraverso l’esperienza al di fuori della scuola.

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